domenica 15 agosto 2010

Californication.



Probabilmente non aggiornerò questo blog per molto tempo.
Almeno non fino a quando non avrò qualcosa di privato/sentimentale/sdolcinato/e schifosamente romantico da raccontare.
Smetterò con il mio cinismo per circa 10 mesi.
Nel frattempo, mi trovate qui http://dreamingofcalifornication-francesca.blogspot.com/ a vivere l'esperienza più incredibile di tutta la mia vita.
Quella che probabilmente la cambierà radicalmente, da cima a fondo.

martedì 3 agosto 2010

Merde.



Non comprendo la gente che scherza sull'amore.
Come se l'amore fosse una cosa su cui si può scherzare. Come se l'amore fosse qualcosa su cui si può dire qualcosa, in generale.
Non comprendo la gente che scherza sull'amore.
Come se l'amore fosse barattabile. Come se potesse averci cambiato la vita quel "ciao" mai pronunciato.
Non comprendo la gente che scherza sull'amore.
Come se l'amore dipendesse dal destino. Come se il destino condizionasse l'amore.
Non comprendo la gente che scherza sull'amore.
Perchè in realtà non c'è nessun fottuto destino. Perchè in realtà non c'è nessun fottuto manuale. Perchè in realtà la lista delle controindicazioni è forse più forte e resistente dell'amore stesso. Perchè in realtà non c'è nessun fottuto amore.
Non comprendo la gente che scherza sull'amore.

sabato 17 luglio 2010

Daiquiri.



Stava pensando all'ultima volta che lo aveva visto. E all'effetto che le aveva fatto. Stava pensando al suo cuore che non cessava di battere. Alla sua testa che non smetteva di girare. Alle farfalle che continuavano imperterrite a vagabondare nel suo stomaco.
Stava pensando all'ultima volta che lo aveva visto. E allora lo vide di nuovo. Finalmente. Purtroppo. Gioia. Dolore. Eccitazione. Menefreghismo. E allora lo vide di nuovo. Ma questa volta il suo cuore non batteva. Questa volta la sua testa non girava. Questa volta le farfalle erano state domate.
Questa volta c'era malinconia. Malinconia. E consapevolezza di aver potuto fare di più. Certezza di aver fatto troppo. Erano entrambi cambiati. La vita li aveva cambiati. Nei loro occhi c'erano le vittorie, i lutti, i sorrisi, i pianti, le soddisfazioni, le nostalgie. Tutto quello che li aveva separati per due lunghi anni e cinque interminabili giorni. Nei loro occhi c'era qualcosa di più grande. Di più vero. Qualcosa che aveva solo bisogno di maturare con il tempo.
Nei loro occhi c'era l'amore che non si erano mai detti.
Stava pensando all'ultima volta che lo aveva visto. E allora lo vide di nuovo. Si girò, e cambiò strada.

sabato 10 luglio 2010

!


Fremont, CA.

venerdì 18 giugno 2010

Rabbia.



Una giornalista in treno. O forse una semplice studentessa. Ma comunque qualcuno a cui piace scrivere. Qualcuno che ha trasformato lo scrivere il professione. E come scriverà quel qualcuno? Avrà pure un tratto, un segno, una specie di marchio di fabbrica, in fondo. Credo che il mio sia la paratassi infinita di principali ognuna con la propria fontamentale importanza.
E adoro la punteggiatura. Dio, se l'adoro. Amo sapere che c'è un segno, un simbolo, una certezza che distingue le frasi le une dalle altre, che le sottolinea, le vivacizza, le realizza.
Mi piacciono le persone che sanno usare la punteggiatura. O che, per lo meno, se ne creano una propria, personale. Io, ad esempio, adoro i due punti: dichiarazioni, affermazioni, sicurezze, domande, risposte. Forse è anche per questo che odio le virgole. Odio il loro modo sofisticato di interporsi tra le parole, presuntuosamente, sapendo che senza di loro quella frase non avrebbe lo stesso significato che sono loro a darle.
La puntaggiatura. L'umanità.
Forse sto solo continuando a paragonare il mondo delle idee con la realtà terrena. Forse in quelle virgole c'è una parte del mondo che crede di essere indispensabile. Ed in quei due punti c'è il mondo che vuole di più, quello che ha bisogno di spiegare, di comprendere, di sapere. Forse in quel punto c'è un po' di mondo che vorrebbe farla finita, che ha compreso o ha solo smesso di comprendere. Forse in quel punto e virgola c'è la gente nascosta nelle case, quella che non serve a nessuno, quella che tutti dimenticano.
O forse no.
Forse nulla di tutto questo ha davvero a che fare con il mondo.
Pensieri sconnessi.
Punti di domanda.